A proposito delle relazioni tra musica e arti visive.
http://it.wikipedia.org/wiki/Quadri_da_un%27esposizione
http://it.wikipedia.org/wiki/Quadri_da_un%27esposizione
I Like
Recentemente, un alto prelato, in un convegno sui nuovi mezzi di comunicazione e gli indirizzi intrapresi dal nuovo corso inaugurato da papà Francesco, ha avuto modo di sottolineare come la chiesa cattolica, si sia sempre preoccupata di essere portavoce di tutte le attuali istanze sociali e quindi di voler utilizzare convenientemente tutti i nuovi mezzi di comunicazione. Arrivando ad affermare che, a ben vedere, nella storia, il primo ad utilizzare messaggi brevi chiari e concisi fù Gesù. In effetti, dalla radio alla televisione, dai concorsi canori ai film, la chiesa è ed è sempre stata molto attenta alle possibilità di amplificare il proprio messaggio e i contenuti del cattolicesimo. Non c'è da stupirsi, quindi, ne del recente utilizzo di twitter ne di facebook. Rimane il problema dei miracoli.
Sp2ed
- Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
- Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
- La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
- Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
- Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
- Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
- Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
- Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
- Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
- Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
The Myth of Speed, a century-old concept, who survives in the performance of the CPU of computers, dissolves in Zeno's paradox, where Achilles "piè veloce" never reach the tortoise.
Mare Nostrum
Questo lavoro del 2000, testimonia il protrarsi di una situazione già allora insostenibile nel Mediterraneo e l'incapacità reale o presunta della Comunità Europea nell'affrontare la tragedia dell'immigrazione e della fuga di popoli da condizioni sociali di conflitto e di difficoltà di sopravvivenza.
Fall season seeds
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare, un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per gettare. Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8). http://www.youtube.com/watch?v=SeoB-xY_1iw
Iscriviti a:
Post (Atom)

















































